Archivi Mensili: agosto 2011

L’orinatoio svizzero e i CDS


Ammetto: non ho un fotografia della cosa. Ero in vacanza e non ero perfettamente in retti sensi, quindi non ho pensato a ritrarre il tutto. Tento di renderla come meglio posso. A Pontresina, paesino dei Grigioni, mollati i pupi ad una baby sitter, andiamo a cena fuori. Alla sesta birra sento una necessità fisiologica. Ora, per motivi a me oscuri (rendere più lieve la minzione?) appesa ad altezza occhi sopra l’orinatoio di questo locale c’è una piccola bacheca di sughero sulla quale vengono attaccati, con due puntine, articoli di giornale. Quasi sempre sono fotonotizie sportive. L’altra sera era un corposo pezzo di finanza sui CDS delle banche elvetiche, con due grafici – abbastanza preoccupanti – su Credit Suisse e UBS. Non chiudo la riflessione, aiutatemi voi a trovare un significato.

Intanto Calderoli…


Mentre i mercati decidono cosa fare delle parole di Bernanke, il nostro amico Roberto Calderoli torna a sollazzarci occupandosi della vicenda calciatori. Ma sostenendo l’opposto di quanto ha detto finora.

Interpellato dall’ANSA dice ”Credo che stavolta i presidenti farebbero bene ad accogliere la richiesta dei calciatori e a far partire il campionato. Se il problema e’ il contributo di solidarieta’ lo risolviamo noi per legge”.

Questo dopo aver detto che il contributo andava raddoppiato ai “miliardari che scioperano”. Richiudete le gabbie, please. 

Meglio senza intervento della BCE?


Proposte e controproposte del PDL; leghisti in trincea e divisi tra maroniani e bossiani; appelli alla “responsabilità” (anche se la parola mi fa prudere le mani) che cadono nel vuoto. Questo, ad oggi e per tacer dell’opposizione, il quadro del surreale dibattito sul decreto varato dal Governo a metà agosto. Un decreto approvato in tutta fretta e su precisa richiesta europea, un decreto che rappresenta il prezzo pagato dall’Italia alla BCE per l’acquisto dei titoli di Stato del nostro Paese. 

Sarà un po’ tardi per chiederselo, ma se l’Eurotower non fosse intervenuta, che cosa sarebbe successo? Forse i mercati avrebbero continuato a prenderci di mira, non perché i cattivi speculatori e gli orridi plutocrati vogliono il nostro male, ma perché l’Italia ha delle debolezze oggettive, politiche, strutturali, economiche e di bilancio. E forse, quindi, i legislatori improvvisati sarebbero stati costretti a fare qualcosa di più e di meglio; l’opposizione a rispondere con maggiore concretezza, piuttosto che fare della tassazione dei capitali già scudati la propria bandiera; le Camere a correre, invece che a riunirsi con tutta calma entro i canonici 60 giorni dal varo del provvedimento; gli italiani avrebbero capito meglio ancora l’urgenza del momento. Chissà…

Comunque, se di frittata trattasi, è già fatta.

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