Archivi Mensili: gennaio 2012


Dopo il Sirtaki… #europa

Annunci

La Giustizia e la paura della produttività


Mario Canzio, procuratore generale della Corte d’Appello di Milano, nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno giudiziario, dice che la crisi dell’economia rischia di trasformarsi in crisi della ragione, se il magistrato perde l’anima “nella corsa alla sola efficienza produttiva”. Il discorso è degno del Nichimachestaiadì coniato da Claudio Cerasa e che trovate sul suo blog.

Suona, in realtà, come la solita difesa del burocrate italiano: facciamo le cose piano e con calma, altrimenti non riescono bene. Qualcuno lo avvisi che il mondo, là fuori, fa le cose bene e in fretta. Anche negli uffici giudiziari, anche a due passi da Milano

Non sono un esperto di mafie, ma…


Sul Sole 24 Ore un articolo a firma di Alberto Cisterna, Procuratore aggiunto della Direzione nazionale Antimafia e Ranieri Razzante, consulente della commissione parlamentare antimafia, mettono l’accento sul fatto che la norma prevista dal decreto semplificazioni che prevede la costituzione di SRL semplificate da parte degli under 35 possa favorire il riciclaggio. Non entro negli aspetti tecnici, che sono sicuramente corretti. Così come è corretto tenere alta la guardia sempre. 

Però la criminalità organizzata ha già tutti gli strumenti che vuole per riciclare denaro sporco. Tanto che le stime sul riciclaggio parlano di 4,5 miliardi di euro all’anno (fonte GDF). E poi basta un po’ di buon senso per capirlo: se vi capita, quando girate nella vostra città, cercate di notare tutti quei maxiristoranti che aprono improvvisamente con ristrutturazioni milionarie e chiudono sei mesi dopo, per poi riaprire immediatamente. Sono la punta dell’iceberg, ma danno la misura di quel che impunemente o quasi le mafie possano fare. 

Che l’SRL ad 1 euro di capitale possa essere strumento di riciclaggio non lo metto in dubbio. Dubito invece che per questo motivo non si debba fare o che per farlo si debba forzatamente passare, come chiedono Cisterna e Ferrante, da un professionista tipo notaio. Il problema dei controlli ex ante è che sono esattamente quello contro cui si vuole combattere e che rappresentano la farraginosità del nostro sistema. 

Su tutti gli altri accorgimenti tecnici si può ragionare e immagino che i decreti attuativi lo faranno. Ma non si intervenga per complicare quel che va semplificato.

Economia finanziaria, economia reale. Mobbasta.


Anche Enrico Cisnetto, sul Foglio di oggi, ci cade

Non penso che bisogni guardare ai guai che il mercatismo ha prodotto attraverso il sopravanzare dell’economia finanziaria rispetto a quella reale….

La questione sta diventando stucchevole. La cosiddetta economia finanziaria fa parte integrante dell’economia reale e non solo perché l’industria finanziaria (chiamiamola così, che è meglio) dà lavoro e crea ricchezza esattamente come gli altri settori produttivi del Paese. Ma anche perché non esiste “economia reale” intesa in senso moderno senza “economia finanziaria”. 

L’esempio più semplice è questo: se un’azienda deve comprare un macchinario nuovo, si rivolge ad una banca. Se la banca concede un finanziamento all’azienda, quel finanziamento E’ un prodotto finanziario. 

Con questo non si vuole dire che l’industria della finanza non si sia resa colpevole di eccessi e abbia commesso errori anche gravissimi. Ma non dimentichiamoci che la crisi del 2007/2008 esplode anche per un uso improprio di finanziamenti ad attività che faticheremmo a non considerare reali: l’acquisto di case. E che quella attuale ha le sue radici in prodotti finanziari (le obbligazioni di Stato) che servono anche a pagare tutte quelle attività “reali” delle quali beneficiamo o dovremmo beneficiare.

 

Le galline ovaiole, le banche e la crisi europea*


*Questo è un post del 26 gennaio. Oggi la Commissione Europea ha inviato su questo tema un secondo avviso motivato all’Italia. L’ho riletto, mi sembra che si adatti perfettamente, a cinque mesi di distanza. E anche questo dice molto

Questa mattina la Commissione Europea ha  aperto una procedura di infrazione contro l’Italia e un’altra dozzina di Paesi per la  dimensione delle gabbie delle galline ovaiole. Ovviamente il fatto può suscitare ilarità. Mentre  i leader si confrontano da mesi in maniera  inconcludente sulla questione del debito, Bruxelles si occupa di sciocchezze. A parte il  fatto che non sono esattamente sciocchezze, il punto è che si tratta di due facce della stessa medaglia.

La realtà è che mentre ci si scanna su quanto e come devolvere all’Europa le competenze sulle scelte fiscali e di bilancio, all’Europa si sono già devolute migliaia di scelte centrali nella nostra vita di cittadini.

Per esempio un imprenditore del settore avicolo, per decisione di Bruxelles, deve prendere gabbie più grandi per le sue galline. E’ giusto: non solo per questioni di “animal welfare” (sul sito della Commissione si chiama così), ma anche per la qualità delle uova che andranno sul mercato europeo.

Ma l’imprenditore avicolo, per comprare le gabbie, dovrà presumibilmente rivolgersi ad una banca. La quale non gli concederà credito, perché i Paesi europei si sono avvitati in una spirale di mancate concessioni di sovranità in campo economico. 

Il paradosso è che il nostro allevatore paga sulla sua pelle tanto la concessione di sovranità nel suo specifico ambito, quanto la mancata concessione di sovranità in quello generale. E se se la prende con la burocrazia europea, a questo punto, ha tutte le ragioni per farlo.


Le retribuzioni, un grafico


I dati sulle retribuzioni diffusi oggi dall’Istat: nel 2011 sono cresciute dell’1,8%, ai minimi dal 1999. A dicembre la variazione è stata nulla su mese e positiva per l’1,4% su anno. Il divario tra salari e prezzi ha toccato il massimo dal 1995.

Nell’immagine il grafico delle retribuzioni da novembre 2010 a novembre 2011 (fonte Istat) che già di suo mi sembra piuttosto significativo.


Uomini e camion


Qualche dato interessante in merito al trasporto merci su strada, alla struttura delle imprese, al fatturato per persona impiegata.

Da notare, ovviamente, la dimensione d’impresa: 4 impiegati in media in Italia, contro i 9 francesi e tedeschi. Il che fa sì che ci sia un numero di imprese spropositato: più del doppio delle francesi, quasi il triplo delle tedesche. 

Insomma, nulla più che il classico problema delle imprese italiane. 

(fonte Eurostat) 

Dai, inventa un allarme mancato.


Da questa sera Guido Bertolaso, ex capo della protezione civile, è indagato per omicidio colposo (!) dalla procura dell’Aquila. Il motivo è l’aver organizzato la riunione della Commissione Grandi Rischi che, una settimana prima del terremoto, si impegnò a rassicurare la popolazione. Bertolaso, tra l’altro, ha ammesso di aver sbagliato a convocare quella riunione.

“Nessuno mi obbligava a fare quella riunione e far parlare gli scienziati, l’ho fatto per riguardo nei confronti di quelli che oggi mi vogliono denunciare per omicidio colposo e non avevo nessun obbligo”

E’ scientificamente acclarato (anche se c’è chi sostiene il contrario) che i grandi terremoti si possono supporre o immaginare, ma non prevedere. Insomma, accusare Bertolaso di omicidio colposo è un po’ come prendersela con chi ha sottovalutato la mancata rottura della bottiglia sullo scafo della Concordia. E si sprecano soldi pubblici, naturalmente.


Liberalizzazione del liscio


Stando alle indiscrezioni sulla bozza di decreto per snellire le procedure amministrative, si potranno fare feste da ballo in pubblico senza chiedere la licenza al questore. Scommettiamo che nascerà una nuova forma di protesta di piazza?

PROGRAMMATA

2000 anni di modi di dire "vota per me!"

Roberta Lombardi Cittadina

Just another WordPress site

La Valle del Siele

Appunti dalla frontiera. Agricoltura, mercato, scienze, sviluppo

lpado.blog

Un Blog francamente superfluo

Testi pensanti

Gli uomini sono nani che camminano sulle spalle dei giganti. E dunque, è giusto citare i giganti.

tutta colpa di Internet

sentimenti in Rete e connessi disastri

Insopportabile

Ne ho le scatole piene, ma con eleganza.

DataMediaHub

L'informazione sui media come non l'avete mai vista

Mani bucate - Marco Cobianchi

IL LIBRO CON I NOMI DELLE IMPRESE CHE INCASSANO AIUTI PUBBLICI

@lemasabachthani

a trader's “cahier”

Deborah Bergamini

Forza Italia

John Maynard

banche imprese persone

Mazzetta

Ce la possiamo fare

Nomfup

Only connect

Tutte cose

l'ironia è il sale della democrazia

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: