Il deserto dei TAR


Apprendo, affascinato, che la nuova formulazione del decreto liberalizzazioni, nella parte che riguarda i taxi, prevede che i sindaci, prima di dare eventuali nuove licenze (che si guarderanno bene dal dare), dovranno chiedere un parere alla nuova authority per i trasporti. Su che basi dovranno muoversi i Comuni? Sul monitoraggio effettuato dalla stessa autorità, ossia un’istruttoria sui “costi benefici anche ambientali e in relazione a comprovate ed oggettive esigenze di mobilità e alle caratteristiche demografiche e territoriali”.

Ovviamente, il parere dell’authority non sarà vincolante. In compenso essa disporrà di un’arma straordinaria, anzi defnitiva: potrà ricorrere al TAR del Lazio. Il Paese stia tranquillo: la concorrenza è tutelata, la mania di andar per tribunali e complicarsi la vita inutilmente anche.

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5 Risposte

  1. quanti bit sprecati,si trovi un lavoro e si renda utile in qualche modo.se ci riesce

    1. Io ce l’ho, faccio il giornalista. Lei il tassista, vero?

  2. anche se nessuno ne ha parlato in Commissione industria il Senatore Musso aveva presentato questo emendamento:

    All’emendamento 36.100, al comma 1, lettera a), paragrafo 2, dopo il punto 8) aggiungere il seguente: «8-bis) con particolare riferimento alle imprese esercenti l’attività di noleggio con conducente mediante auto e natanti, a proporre, nel rispetto dei limiti previsti dalla legge 15 gennaio 1992, n. 21, adeguamenti dei livelli di operatività del servizio al fine di migliorare l’offerta all’utenza, la professionalità delle imprese, l’economicità dei servizi, nel rispetto dei principi di libera prestazione dei servizi e di tutela della concorrenza, e prevedendo le modalità alle quali sia possibile esercitare l’attività di noleggio con conducente anche al di fuori del territorio del comune che ha rilasciato l’autorizzazione. Le proposte devono comunque basarsi su criteri improntati alla concorrenza e all’efficienza delle prestazioni, e tali da garantire l’equilibrio del mercato in uno specifico ambito territoriale. A tal fine sono abrogate le disposizioni di cui all’articolo 29, comma 1-quater, del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14;».

    Ora, evidentemente i tassisti l’hanno spuntata su quasi tutta la linea anche perchè questo emendamento è sparito. Del resto Bittarelli aveva tuonato in stile mafioso (senza dire ma facendo capire) che lui non accettava scambi con altre categorie. Insomma, hanno avuto l’uovo e la gallina, come sempre.

    Quindi abbiamo un taxi extraterritoriale e un Ncc di Frascati che non può scaricare e caricare a Roma anche se ha Prenotazioni in tal senso.

    Del resto, i modi mafiosi funzionano se c’è omertà attorno. Come lo chiamiamo il silenzio di TUTTA la stampa? Come li chiamiamo i soliloqui di Bittarelli a reti unificate?

    Come lo chiamiamo il 3 regolamento comunale incostituzionale ai danni degli ncc, identico ai due precedenti già bocciati da Tar e Consiglio di Stato a spese dei contribuenti e il relativo silenzio?

    Io non lo so. I giornalisti siete voi, fate voi il titolo.

    Cordialmente

    1. Di base penso che la vera liberalizzazione stia simbolicamente nell’aumento delle licenze, praticamente in una maggiore libertà di tariffe e nello spingere molto sul servizio NCC, lavorandoci fiscalmente.

      1. Resta il fatto che per spingere sugli NCC bisognerebbe iniziare a parlarne. Tutti ospitano i soliloqui del bitta (corsera, repubblica,FQ, A.Milan a radio 24) e quindi nel silenzio si puo’ fare ogni genere di porcata ai danni degli NCC e pro taxi come cancellare l’emendamento Musso. Se nessuno fara’ mai la domanda al Governo, mai verra’ data la risposta. Se si celebra il bitta a reti unificate costui aumenterà’ l’arroganza e il potere. I servizi si migliorano attraverso la concorrenza. I taxi tra di loro non se la fanno. In quest’ottica nn serve aumentare le licenze. Serve agevolare un sv alternativo come l’ncc. Loro lo sanno ed e’ per questo che cercano di chiuderci per legge. Il silenzio dell’informazione li agevola. Uno statista si preoccupa del bene del paese e non dei sondaggi elettorali. Un giornalista informa per scongiurare un’ingiustizia e nn solo per avere più contatti, vendere più copie ecc. In questo modo il giornalista e’ assimilabile al gasparri di turno nel perseguire interessi personali. Saluti

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