Spending review, una frase che dice tutto


Il Corriere della Sera riporta la seguente frase del ministro per i rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che si sta occupando della cosiddetta spending review. Mi sembra che dimostri in maniera lampante il posto che l’operazione di revisione della spesa pubblica occupa nella lista delle priorità

“La spending review è un’operazione complicata alla quale sto lavorando pressoché da solo e quasi a titolo personale, sulla base della delega ricevuta dal presidente”

(certo, poi c’è da notare la contraddizione tra “titolo personale” e “delega del presidente”. Ma meglio non infierire)

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3 Risposte

  1. quando a suo tempo abbiamo detto che non gliene frega niente a nessuno , appartenenti alla politica e al mondo del governo del paese, della diminuzione della spesa rispetto all’aumento del “prelievo”, sembrava fossimo solo degli antigovernativi tout court.

    grazie all’acuta osservazione giornalistica e al lapsus del ministro sappiamo , nero su bianco, che non è vero.
    questi come ce li togliamo di torno?

  2. Reblogged this on nottebuiasenzaluna and commented:
    sempre ottimo spezia. ha colto da acuto gironalista una frase rivelatrice di cosa veramente stia facendo il governo Monti.

  3. Siamo scivolati nel fascismo senza manganelli, e lo dico senza tema di esagerazione.

    Già il sopportare professoroni arroganti e con vestiti da cinquemila euro a capo, completamente staccati, disgiunti, dalla realtà dei più umili, che minacciano di andarsene se non li fai contenti, è frustrante. Ma non poterli neppure mandare a quel paese perché tanto non sono stati eletti da nessuno e non temono l’opinione popolare (di noi caproni per intenderci) è mortificante nei confronti di un paese che cmq ha lottato per la democrazia e per liberarsi da detti caporioni in altri tempi.

    E li sopportiamo quasi con un sorriso ebete sulle labbra, grati per il loro lavoro da Robin Hodd alla rovescia, che salveranno i ricchi col sangue dei poveri. “Grazie per aver salvato i ricchi, grazie”.

    E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine, non sembrava possibile dopo il Mandrillo di villa Grazioli… ma noi, ci siamo riusciti.

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