In mezzo al guado #ijf12


Mattinata e pomeriggio al Festival del giornalismo.

Prima impressione. Siamo (ancora) in mezzo al guado, nel pieno di un’enorme transizione per l’editoria. Il settore deve mettere in atto una delle più dure e rapide riconversioni industriali che la storia abbia visto. Lo deve fare mentre è sull’orlo dell’asfissia, quindi con difficoltà a ragionare serenamente. L’aria è abbastanza frizzante, perché tutti (giornalisti, in parte gli editori e gli operatori dell’informazione in genere)sembrano aver voglia di fare qualcosa di nuovo, ma nessuno sa ancora esattamente cosa. Ci vorrà tempo, ma ce l’abbiamo?

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4 Risposte

  1. Non credo che la rivoluzione dell’informazione nasca da un Festival del giornalismo…la maggior parte dei giornalisti e relativi editori sono schierati e compatti o in un verso o nell’altro.
    ci vorrebbe qualcuno che avesse il coraggio oltre che di dare la notizia di commentarla con imparzialità ma dato che ritengo la cosa poco realistica sarebbe meglio commentarla da più punti di vista
    saluti

  2. E pensare seriamente e serenamente ad una rimozione del monopolio dell’Ordine?
    Dall’esterno mi sembra che sia piu’ un sistema per tenere molti giornalisti al guinzaglio anche perche’ abbiamo visto che non e’ una tessera che trasforma una persona in un Bravo e Onesto Giornalista con la schiena dritta.

    1. Manco a dirlo: sono favorevole all’abolizione dell’Ordine. E non da oggi.

  3. no. i giornalisti non hanno più tempo. potrebbe essere ragionevole iniziare a pensare ad un lavoro.
    rimarrà chi, capace, sarà in grado di “produrre” opinioni, faziose quanto si vuole ma opinioni.

    altra categoria resistente chi le va a cogliere con il vecchio mestiere del reporter. ammesso che riesca a sopravvivere visto che le notizie non sono solo quelle che si colgono nei salotti ovattati e climatizzati.
    il reporter diffuso può passare l’immagine colta al volo dal telefonino, ma è il reporter il giorno dopo che fa la storia.
    il resto sono solo reggimicrofoni facilmente sostituibili in ossequio all’arredo che il padrone di turno preferisce.

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