Un’immensa speculazione finanziaria e il dominio delle informazioni #spread140


Sono passati quasi due secoli. Il 18 giugno del 1815 a Mont Saint-Jean, in Belgio, si preparava una svolta per la storia d’Europa: in mezzo ad una pianura che sembrava un pantano, Napoleone Bonaparte stava per essere sconfitto. Fu la battaglia di Waterloo, che peró avvenne a cinque chilometri di distanza dal luogo che ne porta il nome.

Tra i soldati stanchi si aggiravano delle figure diverse dalle altre: si interessavano alla battaglia, ma non erano militari; cercavano dettagli sugli schieramenti, ma non erano spie; valutavano la situazione tattica, ma non erano generali. Si trattava degli uomini di Nathan Rothschild, una rete impegnata a raccogliere informazioni per il banchiere: la vittoria francese avrebbe consacrato l’egemonia di Parigi sul vecchio continente, quella degli alleati avrebbe cambiato le carte in tavola. Comunque fosse andata, ci sarebbe stato il modo di guadagnarci.

La storia e la leggenda. Leggenda vuole che Rothschild disponesse anche di una rete di piccioni viaggiatori ottimamente addestrati e che avesse ricevuto la notizia della disfatta dell’Imperatore con questi animali. Sempre la leggenda racconta che fu lui a spargere in giro la notizia di una vittoria di Bonaparte. Non andó così. Fu la sua rete di informatori a portargli la notizia e lui non fece un’operazione grossolana come quella di mettere in giro una voce falsa. Si limitó ad andarsi a sedere al posto che gli spettava nella sede del London Stock Exchange e, rimanendo imperturbabile, disse ai suoi agenti di vendere titoli di Stato britannici. “Rothschild sa”, si inizió a sussurrare alla borsa di Londra. E tutti vendettero, facendo precipitare i prezzi. Fu allora che Rothschild inizió a comprare e quando giunse la notizia della vittoria contro il Bonaparte la sua fortuna si moltiplicó per venti.

A duecento anni di distanza al problema della manipolazione del mercato tramite il monopolio delle informazioni, si affiancano i rischi di una quantità eccessiva di informazioni, della rapidità con la quale vengono messe in circolo e si diffondono, della loro verificabilità. Anche di questo parleremo domani, all’Università Cattolica di Milano, con #Spread140

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Una Risposta

  1. Gianbattista Vico docet

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