Cosa dice esattamente #Fornero (ma che c’è da polemizzare?)


Nell’intervista al WSJ, che trovate integralmente qua, il ministro Fornero, rispondendo ad una domanda dice questo

This reform is a wager on behavior changing in many ways. My big fear is we don’t overcome this challenge. Everyone, not just workers, have to understand and change. That includes youth, who need to know a job isn’t something you obtain by right but something you conquer, struggle for and for which you may even have to make sacrifices.

Non sono un linguista, ma a me la parte incriminata suona così: “…i giovani, che devono sapere che un impiego non è qualcosa che ottieni per diritto, ma qualcosa che ti conquisti, per cui devi combattere e per il quale potresti persino dover fare dei sacrifici…”. Ora, cosa ci sia da polemizzare su questo non mi è esattamente chiaro.

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30 Risposte

  1. C’è da polemizzare che è un diritto e non andrebbe (ri) conquistato, semmai combattimento e sacrifici andrebbero riservati al momento in cui si cerca di trovare il proprio lavoro ideale o di migliorare la propria posizione nell’ambito di quello che si ha. Ma in se, avere un lavoro dovrebbe essere un diritto. Poi, se parliamo di meritocrazia, secondo me la Fornero ne dimostra molto poca (vedi numeri degli esodati etc).

  2. Giusta traduzione, ma perché non polemizzare?
    Io penso che il lavoro sia un diritto, e Fornero non lo nega. L’impiego (o posto di lavoro) non lo è, e anche qui mi sembra di poter essere d’accordo.
    Ma quello che lo Stato dovrebbe garantire è il mercato del lavoro, la meritocrazia al suo interno e la presenza di quei posti a cui i meritevoli possono accedere.
    E lo Stato sta facendo riforme che creano migliaia e migliaia di posti di lavoro. In Cina, però.

  3. lo sai che nell’articolo del WSJ la traduzione è sbagliata “Work isn’t a right”. Work invece di job
    http://online.wsj.com/article/SB10001424052702304870304577490803874875894.html?mod=WSJEurope_hpp_LEFTTopStories

    1. Infatti hanno fatto casino loro, come già avevano fatto con Draghi

  4. Perché polemizzare?!?!
    Secondo la scienziata atomica per avere un lavoro bisogna combattere… Tipo che taglio le gomme agli altri che si presentano al colloquio? Li spingo giù dalle scale? Gli avveleno il caffè? Bisogna fare sacrifici… Tipo non poter fare pausa dopo 8 ore in catena di montaggio? Tipo non poter fare figli? Tipo firmare le dimissioni in bianco? Tipo lavorare anche se malati o senza adeguate protezioni? Tipo fare pompini al capo?

    1. Il concetto mi sembrava più: è un diritto, ma non è che per questo te lo regalano. Una banalità diventata fonte di polemiche

  5. Allora te lo spiego io: leggiti la costituzione, Art. 1 & 4 e la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, Art. 23.

    MRN

    1. Infatti l’articolo 4 parla di diritto “al lavoro” e non “al posto di lavoro”. La differenza, apparentemente sottile, non lo è. L’articolo 4 specifica anche i doveri dello Stato e quelli dei cittadini, che molti dimenticano

      “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”.

  6. stai difendendo l’indifendibile, “il lavoro va guadagnato” e quando mai qualcuno ha chiesto un lavoro al di fuori della propria portata?

    Qui tutti vogliono lavorare, peccato che di lavoro non ce n’è perchè i nostri cari professo plurilaureati cancellano per sempre migliaia di aziende

    1. La differenza tra “diritto al lavoro” e “diritto al posto di lavoro” sembra sottile, ma è piuttosto netta

  7. DALLA COSTITUZIONE

    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

    Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

  8. […] Sarebbe bello potere essere lavoratori, piuttosto che dichiarare guerra a chi tenta di agevolarci nel trovare un impiego regolare mentre mandiamo curriculum da casa (non nostra, dei nostri genitori). Personalmente ho avuto pochi contratti “reali” in vita mia e mi sento di dire che preferirei avere i soldi per pagarmi l’affitto piuttosto che quelli per fare i regali di Natale. E preferirei vedere i frutti della riforma invece di dipingere scenari disastrosi solo immaginando un cambiamento a ciò che abbiamo sempre dato per scontato. Allego parole altrui, sicuramente più efficaci delle mie: “Cosa dice esattamente #Fornero” di Simone Spetia […]

  9. Il senso della frase della Fornero ANCHE tradotto correttamente è un suggerimento ad aumentare la competizione verso il basso, ovvero suggerisce di combattere col tuo collega per lo stesso tozzo di pane. Il che con tutta la buona volontà non solo non è costruttivo, ma è proprio una merda

    1. ma è meglio che ci abituiamo, il prossimo futuro sarà fatto solo di lavoro creato dai singoli in competizione. Infatti il lavoro sarà poco e quindi mal pagato; triste ma inevitabile, attrezziamo i nostri giovani !

  10. Salve! Se volete, c’è una buona interpretazione anche qua: diritto non al posto, ma al corretto funzionamento del MERCATO del lavoro. Buona lettura! 🙂 http://wp.me/p1dzWt-4u

  11. […] se n’era accorto qualche ora fa anche Simone Spetia. Condividi questo post:Like this:Mi piaceBe the first to like […]

  12. scusami, il fatto che questa persona sbeffeggi la costituzione ti sembra poco?
    http://ioparloquantomipare.com/2012/06/27/fornerolavoro/

    1. Leggo dai commenti che si continua a non capire che la Fornero non ha affatto disprezzato la costituzione, andateval a studiare meglio.

  13. Noi tutti sappiamo benissimo che il lavoro non lo troviamo nell’uovo di Pasqua, che bisogna impegnarsi e faticare per mantenerlo: è inutile che la Fornero ci spieghi l’ovvio che comunque detto da chi vive al sicuro dei lavori fissi decennali strapagati e meritati forse sì, forse no, (dicono che ci siano tante raccomandazioni e nepotismi che fanno provincia ma non lo per certo ma letto qui e là). Nessuno può negare che l’atteggiamento della signora sia estremamente arrogante e offensivo nel confronto di chi sputa sangue per raggiungere la metà del mese e troppa gente non sa che cosa voglia dire, per fortuna. Siamo stati violentati da un pazzo mitomane e disonesto e ora continuano a vessarci questi professori…questi tecnici…pensano solo al mercato..alle banche e alle borse..come se le persone non contassero nulla..miliardi alle banche prese dalle tasche dei soliti dipendenti e nessun tentativo di abbassare i privilegi mediavali che subiamo. La sua legge è comunque l’ennesimo giro di vite contro chi lavora.Non solo i giornalisti si informano…

  14. La Fornero è indifendibile; ha detto che “il lavoro non è un diritto” PUNTO
    e anche se avesse detto: “il posto di lavoro non è un diritto” avrebbe detto una STRONZATA pazzesca. Nessuno chiede che il posto di lavoro gli cada dal cielo … ma che cazzo ti sacrifichi se il lavoro non c’è??? forse se i ministri, i giudici, i parlamentari, i questori della Camera, i notai, i farmacisti, i generali, i banchieri, eccetera eccetera guadagnassero un quarto di quello che guadagnano continuerebbero a vivere benissimo e la Ministro del Lavoro potrebbe crearne un po’ di posti di lavoro. Questo avrebbe dovuto dire! e non sta cazzata sulla necessità di sacrifici e lotte. Cosa vuole che facciano gli italiani? vadano a raccogliere le arance come fanno tanti africani per pochi euro al giorno senza nessun diritto?
    Capisci quanto è grave?

  15. il casino è generato dall’espressione “a job” mentre avrebbe dovuto usare “your job”

  16. non colgo la differenza tra diritto al lavoro e diritto al posto di lavoro

    1. La cosa è abbastanza complicata da spiegare in due parole. Intanto ti consiglio http://www.treccani.it/enciclopedia/lavoro/ dove chiarisce per sommi capi cosa ci sia nella Costituzione e cosa si intenda per diritto al lavoro.

      Un giurista mi ammazzerebbe, ma la differenza è quella che passa tra un concetto astratto e la sua applicazione pratica. Prendi il diritto alla libertà individuale e tutte le limitazioni che a questo diritto vengono imposte per un motivo o per l’altro (il carcere, per esempio).

      So che l’esempio non è perfettamente centrato e nemmeno un granché corretto tecnicamente. Ma è solo per dare un’idea.

      1. Da giurista, dico che ti sei espresso correttamente. 😉

  17. C’è da polemizzare che in un Paese evoluto come si presume dovrebbe essere l’Italia, dovrebbe essere un diritto avere un lavoro dignitoso, si.

  18. […] in sé, attaccando quindi un diritto garantito dalla Costituzione. Invece la faccenda è diversa. Lo spiega sintenticamente Simone Spetia dove è l’errore. This reform is a wager on behavior changing in many ways. My big fear is we […]

  19. Il messaggio è chiaro ed è inutile nasconderlo dietro una guerra tra traduzioni. La Fornero, oltre a dire una cosa che sanno tutti (tranne lei, forse), ovvero che il lavoro non è, appunto, un regalo, ha, tra le righe (e mi spiace che la gente non lo veda), ribadito la sua filosofia politica: lo Stato non deve necessariamente garantire la presenza di posti di lavoro, quindi se qualcuno non lavora, pazienza. Non è colpa dello Stato (visto dalla Fornero come un’azienda), ma sua. Ha scaricato la colpa dei disoccupati, che questa riforma aumenterà, sui disoccupati stessi.
    Per quanto riguarda il diritto di lavorare, è inutile rigirare la frittata. Uno Stato che non garantisce volontariamente la presenza di sufficienti posti di lavoro, è uno Stato che impedisce a buona parte della popolazione di lavorare e, de facto, sottrae a questa parte il diritto di lavoro stesso, dato che così molta gente non ha alcuna possibilità pratica e concreta di lavorare. Ma per la Fornero non importa. Colpa loro.

  20. Guglielmo De Sanctis |Rispondi

    Da polemizzare c’è che la Fornero dimentica il senso della costituzione (la distinzione che fai tu è da azzeccagarbugli, specie se rapportata al senso dle ragionamento fornero) ed è un’appendice ideologica di un impostazione di pensiero neoliberista evidentemente fallimentare. Va tutto (ri) guardato da un altro punto di vista. E la fornero non è capace di falro. Sorry. Andrà bene a insegnare qualche regoletta ma la visione dei tempi e l’istinto politico difetta drammaticamente.

  21. […] detto che “il diritto al lavoro va conquistato”. In realtà – e da queste parti se ne è già scritto – non ha detto esattamente […]

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