Giovani disoccupati, i conti non tornano del tutto


Le cifre sulla disoccupazione giovanile sono drammatiche, è vero, ma sarei felice di avere un chiarimento sul metodo di calcolo. Forse non a tutti è noto, ma l’estensione dell’obbligo scolastico avvenuta nel 2007, ha innalzato l’età di ingresso nel mondo del lavoro: prima dei 16 anni non si può.

Ma l’Istat, forse per rendere i numeri omogenei a quelli europei, prende in esame i disoccupati tra i 15 e i 24 anni. Immagino che la discrepanza non sia enorme, ma è qualcosa di cui tenere conto.

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