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Cosa dice esattamente #Fornero (ma che c’è da polemizzare?)


Nell’intervista al WSJ, che trovate integralmente qua, il ministro Fornero, rispondendo ad una domanda dice questo

This reform is a wager on behavior changing in many ways. My big fear is we don’t overcome this challenge. Everyone, not just workers, have to understand and change. That includes youth, who need to know a job isn’t something you obtain by right but something you conquer, struggle for and for which you may even have to make sacrifices.

Non sono un linguista, ma a me la parte incriminata suona così: “…i giovani, che devono sapere che un impiego non è qualcosa che ottieni per diritto, ma qualcosa che ti conquisti, per cui devi combattere e per il quale potresti persino dover fare dei sacrifici…”. Ora, cosa ci sia da polemizzare su questo non mi è esattamente chiaro.

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Monti al WSJ, un passaggio chiave


Dell’intervista di Monti al Wall Street Journal, che trovate per intero qua, questo mi sembra un passaggio chiave. Che dimostra, tra l’altro, la finezza politica dell’uomo. 

Namely, for Germany, economics is still a part of moral philosophy. In the sense that they make a much stronger correlation between the moral virtue of economic behavior and the good or poor results of a country as a whole. The way to penetrate, productively, the German frame of policy-making—rather than urging them as was done over the decades through the locomotive theory to expand their deficit of the public sector in order to generate a higher dynamism of the German economy, thereby helping other EU member states through exports to Germany to increase their growth—I think we should urge the Germans to go the full extent into their virtuous notions of the social market economy. The more Germany goes fully in that direction-for example liberalizing more than is the case today their domestic services market-the more they’ll achieve growth from the supply side, which will then allow other member states to export more to Germany.

Ma cosa ha scritto davvero il WSJ? E quali sono le fonti?


Spesso la sola autorevolezza di una testata giornalistica basta a dare credibilità ad una notizia. Figuriamoci succosa come quella della Merkel che chiede a Napolitano la testa di Berlusconi. Vi suggerisco di andare a vedere cosa scrive davvero, dopo l’attacco roboante, il Wall Street Journal. Ma vorrei anche riassumere qualcosa di quello che trovate in questo pezzo. 

La signora Merkel ha gentilmente sollecitato l’Italia cambiare il primo ministro, se l’attuale – Silvio Berlusconi – non si fosse dimostrato in grado di cambiare l’Italia

Bisogna leggere più avanti per avere dettagli ulteriori.

Merkel ha detto all’86enne presidente della Repubblica che gli sforzi dell’Italia per tagliare il deficit erano stati apprezzati”, ma che l’Europa avrebbe voluto vedere riforme più aggressive per rilanciare la crescita economica. E si è detta preoccupata che Berlusconi non fosse abbastanza forte per farleNapolitano ha risposto che “non era rassicurante” il fatto che Berlusconi avesse ottenuto la fiducia parlamentare  per un solo votoMerkel ha ringraziato il presidente anticipo per ciò che avrebbe potuto fare, “nell’ambito dei suoi poteri”, per promuovere le riforme.

Come si vede, la versione è decisamente più dolce rispetto a quella che troviamo nella prima parte del pezzo. Ma quali sono le fonti? 

La ricostruzione del Wall Street Journal, basata su interviste con più di due dozzine di policy makers, tra cui molti protagonisti e su esami di documenti chiave, rivela come la Germania ha risposto ai pericoli in arrivo dall’Italia, imponendo il suo potere su una zona euro divisa.

Ventiquattro “policy makers” sono veramente tanti. Ma la questione è che “la ricostruzione” parte addirittura da luglio e tocca molti argomenti, non solo italiani. E non è dato di sapere quali tra i 24 abbiano raccontato la storia della telefonata. Se siano italiani o tedeschi. Se siano di centrodestra o di centrosinistra. Se siano, per ipotesi, Silvio Berlusconi.  

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